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Composizione negoziata, il 2025 segna la svolta: aumentano le istanze delle imprese

 

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La composizione negoziata della crisi d'impresa sta progressivamente consolidando il proprio ruolo come strumento di prevenzione e risanamento aziendale. È quanto emerso dal convegno "La composizione negoziata alla prova dei fatti: operatività, dinamiche relazionali e prospettive dell'istituto", promosso dalla Camera di commercio di Pordenone-Udine, che ha riunito professionisti, esperti e rappresentanti del sistema camerale per fare il punto sull'evoluzione della procedura, alla luce delle più recenti modifiche normative e dell'esperienza maturata sul campo.

I dati messi a disposizione dall’Ente camerale confermano una crescita del ricorso allo strumento: dal 2022 al 1° luglio 2026 sono state presentate 63 istanze nel territorio di competenza dell'ente, con un incremento significativo a partire dal 2025. Le richieste provengono soprattutto da società di capitali e interessano prevalentemente il comparto manifatturiero, seguito da commercio e servizi, a conferma di una diffusione ormai trasversale nei principali settori dell'economia locale.

Aprendo i lavori, Micaela Sette, consigliera nazionale del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e rappresentante delle professioni nel Consiglio camerale della Camera di commercio di Pordenone-Udine, ha sottolineato come la composizione negoziata sia cresciuta insieme alla normativa che la disciplina. Le modifiche introdotte negli ultimi anni e la recente pubblicazione delle norme di comportamento dell'esperto contribuiscono, ha osservato, a rendere più efficace uno strumento che richiede competenze tecniche ma anche capacità di gestione delle relazioni con imprenditori e creditori.

Sul valore dell'emersione tempestiva della crisi si è soffermato Francesco Dimastromatteo, presidente dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Pordenone, evidenziando il ruolo del commercialista nell'accompagnare l'impresa quando esistono ancora concrete possibilità di risanamento. Intervenire precocemente, prima che le difficoltà diventino irreversibili, rappresenta infatti una delle condizioni essenziali perché la procedura possa produrre risultati.

Il tema delle relazioni è stato approfondito da Carlo Riccardi, responsabile delle attività formative della Camera Arbitrale di Milano ed esperto in gestione del conflitto, che ha posto l'accento sulle competenze negoziali dell'esperto. La composizione negoziata, ha spiegato, non si esaurisce nell'analisi economico-giuridica della situazione aziendale: richiede la capacità di ascoltare le parti, comprendere gli interessi in gioco e favorire un confronto costruttivo tra imprenditore e creditori.

Le novità introdotte dal decreto dirigenziale del 23 aprile 2026 sono state illustrate da Alberto Cimolai, commercialista pordenonese ed esperto nella crisi d'impresa, che ha richiamato gli aggiornamenti del manuale operativo dell'esperto, della check list e degli strumenti di valutazione, finalizzati a rendere più uniforme e funzionale l'applicazione della procedura.

Nino Lombardo, avvocato e senior partner dello Studio legale Cappelli Riolo Calderaro Crisostomo Del Din & Partners, ha affrontato il rapporto con il sistema bancario, evidenziando l'importanza di un confronto tempestivo con gli istituti di credito, mentre Marco Brugola, partner di KPMG, ha richiamato il ruolo dei fornitori strategici, la cui collaborazione può risultare determinante per garantire la continuità aziendale durante il percorso di risanamento.

Nella tavola rotonda conclusiva, Mario Feltrin, avvocato e componente della Commissione regionale Veneto di nomina degli esperti, ha proposto un confronto con l'esperienza maturata in Veneto, soffermandosi sui margini di miglioramento dell'istituto e sulla crescente esperienza degli esperti chiamati a gestire le procedure. Sandro Pettinato, vicesegretario generale di Unioncamere, ha infine inquadrato la composizione negoziata nella prospettiva nazionale, richiamando il ruolo del sistema camerale nel garantire il corretto funzionamento amministrativo della procedura e la diffusione di uno strumento che punta a favorire il risanamento delle imprese prima dell'insolvenza.

 

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