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Mirabilia 2026 si chiude a Udine con un grande successo: il “saper fare” italiano conquista i mercati mondiali

 

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Concretizzati 2.500 incontri d'affari e strutture ricettive sold out in Friuli per il summit delle imprese dei siti Unesco. Dalle eccellenze dell'agroalimentare al turismo esperienziale, la XIV Borsa Internazionale trasforma il patrimonio culturale in economia reale. Il presidente Da Pozzo: «Un traguardo raggiunto mettendo al centro la concretezza degli affari per le nostre imprese».

La XIV Borsa Internazionale Mirabilia cala il sipario a Udine lasciando sul campo numeri che vanno oltre le aspettative e confermano il Fvg come piattaforma strategica per il Made in Italy d'eccellenza. La manifestazione, che ha visto la partecipazione di quasi 500 delegati tra vertici camerali, buyer internazionali e seller da tutta Italia, ha messo in moto un grande indotto per il comparto dell'accoglienza, riempiendo le strutture ricettive ben oltre il solo capoluogo friulano, «a testimonianza - ha commentato il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo - di un evento capace di generare una ricaduta immediata e tangibile».
Si è conclusa dunque una tre giorni intensissima, iniziata lunedì con lo study tour istituzionale che ha portato i presidenti e i segretari generali delle 22 Camere di Commercio del network tra i mosaici di Aquileia, la stella di Palmanova e le vestigia longobarde di Cividale, e proseguita martedì con il convegno inaugurale moderato da Tessa Gelisio. In quella sede, tra riflessioni sull'intelligenza artificiale come "bussola digitale" e il ruolo della cucina italiana patrimonio Unesco come driver di export, si è tracciata la visione di un turismo che è dialogo vivo tra radici e futuro.
Il cuore pulsante dell'evento è stato però il padiglione 6 di Udine Esposizioni: 2.500 incontri B2B "one to one" programmati in quarantotto ore, con 1.192 appuntamenti dedicati al comparto Food e 1.296 focalizzati sul Turismo.
Oltre 300 le aziende "seller" italiane coinvolte,
di cui 53 provenienti di Pordenone e Udine, che si sono confrontate con più di 100 buyer internazionali.
Una platea globale che ha visto protagonisti mercati consolidati come Usa, Canada, Francia, Germania e Spagna, ma che ha aperto spiragli fondamentali verso piazze emergenti e originali come Sudafrica, Brasile, Argentina, Giappone, Corea del Sud, Messico, fino ad Armenia, Georgia e Uzbekistan.

Per il presidente Da Pozzo, il bilancio è estremamente positivo proprio per la capacità dell'ente di rispondere alla sua missione primaria.
«Mirabilia è stata un successo perché ha saputo unire la riflessione alta su temi fondamentali come cultura e innovazione alla concretezza del lavoro e degli affari - ha commentato -. Il nostro obiettivo come Camera di Commercio è dare strumenti reali alle imprese per stare sul mercato e questo appuntamento ha centrato il bersaglio. Possiamo dire di aver segnato un gol "pesantissimo" a favore del sistema economico locale e nazionale, consolidando un modello dove la bellezza si trasforma anche in fatturato e occupazione».

La soddisfazione ha attraversato trasversalmente i padiglioni nelle voci di chi Mirabilia l'ha vissuta sul campo. Marco Alberti, della storica "La Casa del Prosciutto" di San Daniele sottolinea la peculiarità di questo format rispetto alle fiere tradizionali: «A Mirabilia si respira un’aria diversa. Qui trovi buyer realmente interessati, professionisti che hanno il desiderio e, soprattutto, il tempo di ascoltare la storia che c’è dietro un prodotto d'eccellenza. Potersi sedere e conoscersi davvero è ciò che fa nascere collaborazioni durature».
Una visione condivisa da Fabiana Bon, titolare dell’Hotel Ai Dogi di Palmanova, vera veterana Mirabilia, presente fin dalla prima edizione udinese di dieci anni fa.
«Partecipare a ogni singola edizione mi ha permesso di vedere crescere questa rete - spiega la Bon -. Oltre ai contatti preziosi con buyer di Usa, Canada, Giappone e una nutritissima delegazione ungherese interessata a pacchetti "su misura", Mirabilia è un momento in cui il territorio si presenta unito e riconoscibile, con una forza che il singolo operatore non potrebbe avere».
L'entusiasmo contagia anche chi è approdato alla Borsa per la prima volta, come Adelia Di Fant, produttrice di cioccolato artigianale: «Per anni mi hanno suggerito di partecipare e oggi che ci sono dico che è stata una decisione vincente. La qualità delle opportunità di business è alta e ho avuto la possibilità di scoprire mercati nuovi e nicchie di consumo».
Sulla stessa lunghezza d'onda Jessica Dorbolò, del noto marchio di gubane, che ha trovato una platea curiosa e pronta alla scoperta:«Molti buyer non conoscevano il nostro prodotto tipico, tranne uno che cercava esattamente questa eccellenza. È la prova che dobbiamo lavorare sulla narrazione del prodotto, perché una volta scoperto, il nostro saper fare non ha rivali».
Anche per la casa vinicola Rosaro, attraverso la export manager Nadia Lamilia, il networking è stato il valore aggiunto: «Si sono aperte porte inaspettate e la qualità del dialogo commerciale è stata eccellente. Mirabilia ti permette di entrare in un circuito di relazioni che va oltre il singolo ordine: ci siamo già segnati in agenda l'edizione di Bari per il prossimo anno per non perdere questo slancio».
Il passaggio ufficiale di testimone è avvenuto: Mirabilia 2027 da Udine approderà alla Camera di Commercio di Bari.

 

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